Il Metodo Ørberg raccontato da una studentessa qualunque

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo scritto da una studentessa al suo secondo anno con il Metodo Natura.

Dopo un titolo del genere, mi sembra quantomeno doveroso presentarmi.10531298_1655808424630580_778791392_n

Mi chiamo Luna, ho sedici anni (da due frequento il Liceo Classico “G. La Farina” di Messina) e faccio parte della prima classe all’interno del nostro liceo ad aver adottato in via sperimentale il Metodo Natura. Proprio per questo voglio raccontare la mia esperienza, iniziata più o meno per caso, visto che a spingermi a iscrivermi nella “sezione Natura” è stata, oltre alla curiosità estrema che fa parte di me, un pizzico di sana incoscienza: immaginate una quattordicenne che, senza alcuna conoscenza a riguardo, decide di iscriversi nel modo più casuale possibile in una classe sperimentale per il puro gusto di rischiare: eccomi! Continua a leggere

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Pregiudizi da sfatare sul Metodo Natura

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Potrà sembrare strano che il primo articolo di questo Diarium Nauticum non sia incentrato sul Metodo Natura in sé, quanto sui pregiudizi che spesso gravitano intorno ad esso. Va detto che questa scelta non è in realtà casuale, dal momento che molti docenti, studenti universitari o dottorandi affermano di conoscere il metodo, quando in realtà, ad una analisi più attenta, si scopre che davvero in pochissimi lo conoscono realmente, sanno di cosa si tratta ed hanno dedicato almeno una settimana della loro vita ad analizzarlo con un minimo di acribia. La maggior parte delle notizie che girano in rete o nei discorsi anche fra colleghi dimostrano una conoscenza a dir poco superficiale, e quanto si sente dire vale, più o meno, quanto le chiacchiere dalla parrucchiera. Dispiace questo atteggiamento, in particolar modo se quanti parlano senza cognizione di causa dimostrano una certa chiusura mentale lontana dagli Studi Umanistici, che dovrebbero formare individui aperti all’analisi oggettiva della realtà circostante. Continua a leggere