Diario di una gita: una settimana al Vivarium Novum


Quest’anno Lorenzo Sciajno ed io abbiamo presentato nella scuola nella quale insegniamo un progetto dal titolo “Una settimana all’Accademia Vivarium Novum”, volendo coinvolgere in questa attività la nostra classe, il I liceo, con la quale a Messina abbiamo dato vita alla sperimentazione del metodo Ørberg.
Già lo scorso anno i ragazzi avevano manifestato il desiderio di fare questa esperienza e quest’anno li abbiamo portati presso l’Accademia per conoscere un mondo indescrivibile se mai sperimentato… questo che segue è il resoconto di un’alunna che a nome anche degli altri suoi compagni ha voluto raccontare la sua esperienza presso l’Accademia.

Desiderio mio e di Lorenzo è quello di ringraziare il prof. Miraglia e i docenti dell’Accademia per la loro disponibilità ad accogliere “scolaresche in gita” e per la loro grande umanità.
Un ringraziamento va anche ai nostri alunni, che, nonostante lo shock iniziale, hanno saputo e voluto ascoltare e trarre giovamento da tutte le lezioni che si sono tenute in questa settimane: forse non sono mai stati così attenti e partecipi in tanti anni, senza giocare con il cellulare o distrarsi.

Antonella Lo Castro


13083135_1153582264705560_5236543959229517470_n.jpgMi chiamo Marcella, frequento il terzo anno del Liceo Classico “G. La Farina” di Messina, e faccio parte della prima classe che ha adottato il metodo Ørberg nella mia suola. Quest’anno io e i miei compagni abbiamo deciso di fare un viaggio di istruzione insolito: non siamo andati a Barcellona come tutte le altre classi, ma abbiamo optato per una “vacanza studio”, da trascorrere in un posto altrettanto “insolito”:  l’Accademia Vivarium Novum, non molto distante da Roma.

All’Accademia abbiamo avuto la possibilità di parlare con persone provenienti da tutto il mondo, attraverso l’utilizzo di una sola lingua: il latino. Appena arrivati, la mattina del 18 aprile, dopo una lunga notte trascorsa in treno, siamo rimasti tutti un po’ straniti nel vedere questa nuova realtà che ci ha “obbligato”, sin da subito, ad adottare unicamente il latino come lingua quotidiana. Dopo aver fatto colazione abbiamo conosciuto chi avrebbe fatto lezione nei giorni seguenti: Gerardus, Iulianus, Eusebius, professori dell’Accademia, ci hanno mostrato la struttura, in particolare le aule, la biblioteca e il giardino all’esterno, dove si trovano campi da tennis e pallacanestro oltre una piscina. I professori che ci hanno accompagnato durante la visita, hanno spiegato tutto rigorosamente in latino e incredibilmente eravamo in grado di capire quasi tutto.

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Dopo aver pranzato, sono cominciate le lezioni – tre da un’ora e mezza circa ciascuna -, nel corso delle quali ci hanno spiegato alcune poesie greche: Άνακρέοντος περὶ χειμώνων, Σαπφοῦς Δέδυκε, Θεόγνιδος ὔμνος εἰς ‘Απολλωνα 1.5 1.10, Άνακρέοντος 3 ὔμνος εἰς Ἄρτεμιν, che in seguito alla spiegazione abbiamo cantato. Dopo la pausa abbiamo analizzato un passo tratto del De Coniuratione  Catilinae di Sallustio e infine un testo di Seneca, tratto dalle Epistole a Lucilio.
Nonostante la stanchezza accumulata dalla notte precedente e la difficoltà nel costante utilizzo della lingua latina, abbiamo comunque cercato di seguire le lezioni. Tra una lezione e l’altra  siamo stati fuori nel giardino circostante l’Accademia, seduti sull’erba oppure a giocare a pallavolo o a tennis. In questa occasione abbiamo potuto conoscere meglio anche gli altri ragazzi che erano ospiti dall’accademia e che provenivano dal Liceo Beccaria di Milano. Finite le lezioni abbiamo cenato e, verso le 22:15, abbiamo assistito ad un concerto durante il quale i ragazzi dell’accademia hanno cantato e suonato alcuni carmina, quali Inno a DianaAd Leuconoen di Catullo.  Per farci partecipare, ci hanno dato un libretto con i testi.  Finito il concerto, siamo tornati, distrutti nelle nostre camere.

Il mattino seguente, dopo un’abbondante colazione, abbiamo cominciato un’altra lezione, sempre su dei canti, ma stavolta quelli di Catullo, oltre a quelli cantati la sera precedente si è aggiunto Vivamus mea Lesbia, che già conoscevamo perché l’avevamo cantata nella nostra scuola in occasione della Notte del Liceo classico. Nella tarda mattinata, ci siamo diretti alla zona archeologica di Ostia, dove abbiamo potuto ammirare vari tipi di domus e sepulchra, insieme a sarcophagi e fossae. Spesso, prima di passare da una zona a un’altra, ci fermavamo per eseguire dei canti inerenti al contesto di cui si stava parlando, accompagnati da Giuliano che suonava la chitarra. Dopo abbiamo deciso di sederci in una distesa d’erba là vicino per consumare il pranzo a sacco. Ripresa la visita, abbiamo potuto ammirare tabernae e termopili, e alla fine, distrutti, siamo avviati al pullman. Questa volta, dopo cena, ci hanno lasciato liberi e così siamo stati un po’ in biblioteca: lì abbiamo avuto la possibilità, grazie alla presenza di strumenti musicali, di suonare e cantare anche insieme ad alcuni ragazzi della scuola di Milano, con i quali ci siamo davvero divertiti!!

13091879_1153579681372485_8815897151196980236_n.jpgIl mattino seguente, abbiamo nuovamente ripreso le lezioni, stavolta su un altro brano sempre tratto da “La Congiura di Catilina” che avevamo già cominciato a studiare a scuola prima di partire; dopodiché ci siamo preparati per un’altra escursione, stavolta ai Fori Romani, dai quali abbiamo avuto anche la possibilità di ammirare il Colosseo, seppur da dietro, e moltissimi resti archeologici dell’antica Roma. Abbiamo pranzato sempre tutti insieme seduti sull’erba e, nonostante il caldo, ci siamo divertiti molto. Anche durante questa escursione, abbiamo eseguito canti in latino, accompagnati sempre dalla chitarra. Fatto ritorno all’accademia, abbiamo seguito una lezione sull’Eneide, e, dopo la cena, siamo stati coinvolti, insieme alla classe del Liceo Beccaria, in un gioco a squadre: pescato un bigliettino da una scatola in cui vi sera scritta una frase latina o greca il nostro compito era di mimarla: chi avesse indovinato, avrebbe ottenuto un punto. Inizialmente, mi è sembrato un gioco abbastanza difficile, ma poi si è rivelato divertente, e siamo riusciti a passare la serata tra una risata e l’altra. I ragazzi dell’Accademia sono stati molto bravi nel coinvolgerci in qualcosa che poteva sembrare tutto tranne che divertente e dalla quale abbiamo anche imparato qualcosa in più.

La mattina seguente, la lezione si è incentrata sul Pervigilium Veneris e sul Somnium Scipionis. Al termine delle lezioni siamo andati con il pullman a visitare la via Appia Antica. Durante l’escursione abbiamo visitato tanti posti, tra cui la Villa di Massenzio. Dopo il pranzo a sacco, i professori Gerardo e Ignazio ci hanno coinvolti nella messa in scena di un dialogo.
L’improvvisata rappresentazione è stata davvero buffa ed ha contribuito a rendere questa escursione ancora più divertente!

La mattina dell’ultimo giorno di permanenza all’Accademia mattina abbiamo seguito la lezione del prof. Luigi Miraglia, che ci ha spiegato un testo di Pico della Mirandola, nel quale l’autore evidenziava quanto la dignità dell’uomo derivi soprattutto dalla capacità di ragionare. Dopo pranzo siamo partiti per tornare a Messina.

Credo proprio che questa esperienza ci sia servita molto sul piano culturale e umano, poiché abbiamo avuto la fortuna di imparare cose nuove, di vedere in concreto l’utilizzo della lingua latina e di confrontarci con persone provenienti da tutto il mondo con le quali condividiamo lo stesso metodo di studio. Tutto questo è stato reso molto più facile anche grazie ai professori e ai ragazzi che studiano all’Accademia, che ci facevano cantare e recitare, e anche studiare, favorendo la socializzazione e rendendoci partecipi di un mondo che sembrava sepolto, ma che in realtà continua ad esistere e a persistere nella memoria di chi ne parla.

Marcella Tigano
I sez. D  – Liceo Classico G. La Farina
Messina


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