Una ferita che non si cicatrizza quasi mai: il debito in latino e greco

Ogni giugno di ogni anno si presenta immancabile il conto per gli studenti di tutta Italia: promozioni, bocciature e debiti da sanare.
Il latino (insieme al greco) non manca certo nella lista delle materie da recuperare, ed anzi è giusto che uno studente con carenze minime abbia la possibilità di colmare le lacune. Io stesso, che scrivo, prima ancora di guidare il Centro Nazionale di Studi Classici “GrecoLatinoVivo”, ho dovuto fare i conti con le difficoltà che queste lingue comportano e passare i mesi di luglio e agosto fra versioni e dizionari.

Come è possibile che uno studente, che a inizio settembre supera un debito, un mese dopo presenti di nuovo le stesse gravi insufficienze?

Il sistema dei debiti e dei crediti compie ormai venti anni ed ha visto dalla sua presentazione alcune modifiche che non cambiano il quadro generale della situazione. Purtroppo, a ben guardare, si assiste ad una situazione abbastanza particolare: nonostante gli studenti “rimandati”, come si diceva un tempo, colmino il loro debito a settembre, la stato di perenne insufficienza si ripresenta costante dal primo compito in classe del nuovo anno.

È possibile indagare questo fenomeno su più livelli, come quello della società in cui viviamo, oppure del ruolo della scuola: sono tematiche molto complesse, e certamente vi è una concomitanza di fattori che portano a questo risultato. Quello su cui vorrei soffermarmi è piuttosto l’efficacia della didattica di queste due materie: la ritengo, fra tutte, la causa più facilmente aggredibile.

Ho riflettuto moltissimo su quest’aspetto, anche alla luce della mia esperienza come docente di latino e greco a studenti di tutte le età. Credo che il punto sia sempre lo stesso: agli studenti (e alle studentesse) non viene realmente insegnato il latino nelle sue svariate sfaccettature linguistiche, ma solo come un complesso sistema di regole grammaticali: pochissimo spazio è dato alla lettura dei testi e all’acquisizione del lessico. Ai ragazzi è insegnato un metodo scarsamente efficace di lavoro sulle versioni: è richiesto loro di spezzettare le versioni in parti minime, anziché addentrarsi nella comprensione del testo nel suo messaggio generale come si farebbe per qualsiasi lingua.

In molti anni di lavoro abbiamo aiutato a superare, attraverso percorsi individuali nel latino e nel greco di un numero limitato di ore, le difficoltà degli studenti, che hanno acquisito un approccio diverso e un metodo diverso di lavoro. Questo lavoro ci ha richiesto un cambio di prospettiva (oltre che riunioni e dibattiti accesi fra noi).

Alla fine abbiamo convenuto che il grande problema risiede nell’approccio degli studenti alla lingua e alle versioni. Di solito bastano una ventina di ore di lavoro di questo genere per cambiare abitudini di lavoro agli studenti: parlo di quegli stessi studenti che magari hanno avuto insufficienze per molti anni, frequentando esose ripetizioni per molti mesi, e che tutto a un tratto si ritrovano in poco tempo ad agganciare la lingua e la grammatica in maniera automatica, studiando le regole contestualmente al lessico e alla grammatica, facendo esercitazioni di manipolazione testuale (come passare da cum narrativi ad ablativi assoluti, ad esempio), che consentono una consapevolezza linguistica maggiore, proprio perché richiedono una partecipazione attiva dello studente alla lingua come materia viva.

Certo, molto spesso questo genere di esercizi sono presenti nei libri di testo, ma in misura assolutamente minima, risultando così poco efficaci sul lungo periodo: si tende tradizionalemente a preferire la traduzione secca, anche in virtù di quanto viene richiesto nell’Esame di Stato, ma a ben guardare la traduzione dovrebbe solo dimostrare la familiarità che lo studente ha acquisito con la lingua.

È dunque possibile superare definitivamente il debito formativo (e per definitivamente intendo anche una volta ricominciato l’anno) soltanto abituando gli studenti ad un diverso modo di affrontare la lingua, guardandola cioè come un sistema vivo e in movimento, specchio del messaggio dell’autore e non (solo) come un complesso sistema di regole ed eccezioni.

Giampiero Marchi
Direttore
Centro Nazionale di Studi Classici GrecoLatinoVivo

PERCORSI INDIVIDUALI
DI LATINO E GRECO
http://bit.ly/debito-latino-greco

LILIVM2 – Biduum Florentinum Latinitatis Vivae
Firenze, 6 – 8 Settembre 2019
http://bit.ly/LILIVM2


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