Comenius: il latino come forza unificatrice dell’Umanità

Comenio ritratto da Rembrandt

Comenius ritratto da Rembrandt

Dal 1970 in poi si è assistito ad un interesse sempre crescente per la glottodidattica e tutto ciò che precede questa data viene etichettato in genere come metodo grammaticale-traduttivo… ma il passato di questa professione è veramente così monolitico? E soprattutto: l’insegnamento secondo il metodo induttivo-contestuale è davvero un fenomeno esclusivo del ventesimo secolo (evolutosi dal comportamentismo agli approcci comunicativi)? Partendo da queste domande riflettiamo su ciò che comunemente viene definito “metodo tradizionale” e concludiamo per ora il nostro viaggio attraverso i secoli con Comenius. Continua a leggere

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Insegnare il greco parlando in greco: l’esempio di John Stuart Blackie

Nel pieno della lotta fra il nuovo metodo filologico tedesco che prendeva piede (quello con cui a noi tutti sono state insegnate le lingue classiche)  ed il metodo tradizionale degli Umanisti, fa il suo ingresso uno studioso scozzese che seguirà le orme di Erasmo da Rotterdam, mandando alle stampe i suoi colloquia, frutto di quasi mezzo secolo di esperienza didattica.

llm455414Nel 1871 la casa editrice Macmillan and Co. (London and New York) pubblicò un volumetto dal titolo “Greek and English Dialogues, for Use in Schools and Colleges”, opera dello scozzese John Stuart Blackie (1809–1895), Professor of Greek in the University of Edimburgh. Un volumetto aureo, la cui lettura è d’obbligo per gli studiosi e i cultori del greco antico. Ma chi era questo professor Blackie? Nato a Glasgow nel 1809, aveva studiato ad Aberdeen e ad Edimburgo, poi (nel 1829) in Germania a Gottinga e a Berlino. Il padre avrebbe voluto che divenisse un avvocato, ma egli aveva ormai sviluppato una forte passione per la classicità e per la letteratura in generale. Una sua traduzione del Faust di Goethe (1834) fu assai apprezzata dal pubblico e dai letterati. Dal maggio 1839 Blackie resse la cattedra di Humanities (Latino) nel Marischal College di Aberdeen, anche se, per alcune sue riserve in materia religiosa, non gli fu riconosciuto lo status di Professor se non nel 1841. Fin dall’inizio le sue lezioni si distinsero per l’approccio anticonvenzionale e per l’entusiasmo profuso nel tentativo di dare nuova linfa agli studi classici; ciò ne accrebbe la fama, e gli fece ottenere (1852) la cattedra di Greco all’Università di Edimburgo, che egli resse per trent’anni. Fu certamente un personaggio eccentrico, dalla conversazione brillante, e le sue lezioni furono sempre seguitissime, proprio perché erano la diretta espressione della sua personalità affascinante. Continua a leggere

Un esempio per i docenti dei nostri tempi: Erasmo da Rotterdam.

“Et haud scio an quidquam discatur felicius, quam quod ludendo discitur”
[Erasmo da Rotterdam]

800px-Holbein-erasmusContinuiamo il nostro percorso sui metodi d’insegnamento delle lingue classiche nei secoli: in particolare ci occuperemo del latino durante il Rinascimento.  I Colloquia in questo periodo ebbero una larga diffusione, tanto da divenire un genere letterario autonomo, sfruttato da autori del calibro di Vives, che scrisse le Exercitationes Linguae Latinae, opera diffusa anche in Italia.

Il genere dei colloquia affondava le sue radici negli Hermeneumata del III secolo, la cui influenza era durata almeno fino all’undicesimo secolo. In questo articolo tratteremo principalmente di Erasmo da Rotterdam e della sua opera Colloquia.

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A scuola da un Umanista: Guarino da Verona

 Se chiediamo ad un alunno X di un qualsiasi Liceo classico italiano di spiegarci come si studiano il Latino e il Greco al biennio, abbiamo varie possibilità di risposta. Se l’alunno è svogliato, ovviamente proverà a trovare risposte evasive, oppure ammetterà serenamente che non si studiano: si copia quello che il compagno più bravo o più volenteroso (e disponibile) “passa” agli altri. Se l’alunno invece è uno che ci tiene allo studio, o addirittura è un appassionato di queste due materie (ed ammettiamolo, senza sognare ad occhi aperti un paradiso in terra di latinisti e grecisti, costui sarà uno su cento o giù di lì), allora risponderà più o meno come segue.

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